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Veronelli 2020


 



     Nell’aprile del 1986 Giacomo Bologna, Maurizio Zanella, Giannola Nonino, Marco Felluga, Angelo Gaja, Mario Schiopetto, Piero Antinori, Piermario Meletti Cavallari, Ambrogio Folonari e Vittorio Vallarino Gancia fondarono un’associazione senza scopo di lucro che intitolarono a Gino Veronelli, chiamandola Seminario Permanente Luigi Veronelli per sottolinearne il carattere scientifico e culturale.
     Trent’anni prima, nel 1956, Luigi Veronelli era stato direttore della rivista "Il Gastronomo" e tra i primi giornalisti a viaggiare l’Italia del dopoguerra per riconoscere e valorizzare la cultura dei vini e dei "giacimenti gastronomici", espressione da lui stesso coniata. Da allora, per quasi cinquant’anni, Luigi Veronelli ha accompagnato in modo critico, provocatorio, dialettico l’agricoltura e la ristorazione italiane dall’economia di sussistenza all’affermazione globale del secondo millenio.
     Oggi l’impegno del Seminario Permanente Luigi Veronelli è seguire da vicino il mondo dell’agricoltura e dell’alimentazione, confrontarsi con professionisti e appassionati con la sensibilità e la coerenza insegnateci dal "padre della critica gastronomica italiana" del quale con orgoglio portiamo il nome.
Il Seminario Permanente Luigi Veronelli, con la sua équipe e la sua rete di contatti, è a disposizione delle aziende associate quale punto di riferimento e interlocutore competente su ogni problematiche di settore, pronto ad affiancarle e sostenerle in progetti d’interesse comune.

Luigi Veronelli
da "Casa Veronelli" (www.veronelli.com)

Luigi Veronelli (1926-2004)

     Nasce a Milano il 2 febbraio 1926. Segue studi classici e di filosofia, insegna filofosia teoretica e nel 1956 diventa editore. Pubblica testi di narrativa del ‘700 francese (Anatole France, Marquis de Sade, Proudhon) e non solo (Le Ghiottornìe di Gabriele d’Annunzio, ad esempio) e di sport (sci), oltre a tre riviste, ciascuna leader nel proprio campo: I Problemi del Socialismo (diretta da Lelio Basso), Il Pensiero (di filosofia neotrascendentalista, diretta da Giovanni Emanuele Bariè) e Il Gastronomo (di letteratura gastronomica e di sua direzione). 

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     Il successo di quest’ultima lo conferma nella sua attività di gastronomo, suggellata dal decisivo incontro con Luigi Carnacina, maître di fama e bravura leggendarie. Si forma alla sua "scuola" e collabora con lui per più di dieci anni. Il Giorno, quotidiano, è la prima importante testata, vi collabora dal 1962 al 1983. Poi, molte altre collaborazioni (sia italiane – Panorama, Epoca, Amica, Capital, La domenica del corriere, Vini e Liquori, Week End, L’Espresso, Sorrisi e Canzoni TV, Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport, Class – sia straniere: Travel, americana; Decanter, inglese; Gran Riserva ed Enciclopedia del Vino, spagnole; Carta Capital, brasiliana). Lo stile, originale, polemico e provocatorio, lo porta quasi subito alla popolarità. Scrive numerosi volumi sia come autore singolo (I vini d’Italia, Alla ricerca dei cibi perduti, I cento Menu, Il vino giusto, tra gli altri) sia con Luigi Carnacina (La grande cucina, Il Carnacina, La cucina rustica regionale, fondamentali per la codificazione della cucina italiana) e con Gianni Brera (La pacciada).
    
La televisione ne aumenta la fama: dal 1970 al 1977, di grande ascolto, A tavola alle 7, sul primo canale; nel 1979, il Viaggio Sentimentale nell’Italia dei Vini, serve al lancio del terzo canale televisivo e realizza l’aggiornamento, di denuncia, della viticoltura italiana; La meridiana, 1982, e Il bel mangiare, 1986, altre trasmissioni di successo. Compie studi e ricerche approfonditi sui problemi dell’enologia e della gastronomia. Ne nascono: Il Veronelli (la prima completa enciclopedia sul vino), i Vignaioli Storici (la storia delle famiglie che hanno reso grande il vino italiano) e i vari Cataloghi (Vini d’Italia, Vini del Mondo, Spumanti & Champagnes, Acqueviti). Nel 1983 crea L’Etichetta, periodico, "vera e propria guida alla vita materiale", attraverso l’incontro estetico con le "cose" – non solo gastronomiche – della vita di ogni giorno. L’ha diretto sino al 1994. E’ stato direttore anche di Vini & Liquori, de Il Sommelier Italiano e di Ex Vinis. E’ stato, tra l’altro: l’esperto/consulente de Conoscere il vino, opera a dispense edita da Fabbri; e de I migliori vini d’Italia, collana edita da Hobby & Work; fondatore e a lungo membro della Giuria, del Premio Letterario Internazionale Nonino Risit d’Aur; l’ispiratore, nel 1993, del Primo Congresso Mondiale degli Scrittori del Vino. Tante e tante le battaglie a difesa della civiltà contadina, dei piccoli produttori, della qualità, della terra, dell’individuo. Ha scritto moltissimo: Vivere è comunicare; comunicare è vivere.
     E’ mancato il 29 novembre 2004, dopo una lunga, eccezionale carriera, durata quasi cinquant’anni e sempre al vertice.







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La Copertina della 3° Edizione della Guida - Anno 1991